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Lorenzo Greppi

Tanti ricordi mi legano a Luciano, tra Radicondoli, Oneglia, Firenze...
Un ricordo molto personale, quello che mi emoziona di più: Luciano e mio papà nel salotto di Miravalle, alla vigilia del nostro matrimonio (di Francesca e mio), suonano a quattro mani la famosa Polka del nonno Berio e si divertono alle lacrime, come bambini...

Un fantastico ricordo canoro: dopo una “cerimonia-seguita-da-concerto” in onore di Luciano al Rettorato di Bologna (potrebbe essere stata una laurea honoris causa con annessa Ofaním), mi imbuco a cena con Luciano in un gruppo di una dozzina di persone tra cui Umberto Eco, Adolfo Battaglia, Franco Debenedetti: il ristorante è gremito, ma Umberto e Luciano si mettono ad intonare canti popolari piemontesi, a chi ne sa di più, dapprima in sordina, poi via via a voce sempre più alta. Anch’io do il mio modesto contributo. Finché l’inappuntabile maître non ci prega di uscire, che ci sono persone che protestano, che quella non è una balera... e noi ce ne andiamo a cantare sotto i portici.

Lorenzo Greppi